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	<title>Classeduepuntozero</title>
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	<description>Solo un altro blog targato WordPress</description>
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		<title>Progetto acqua: attività svolta con La Moldava</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 19:57:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manilla</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTIVITA’ SVOLTA CON BRANO “LA MOLDAVA” E’ stato proposto il brano”La Moldava”utilizzando internet: la musica era abbinata a immagini  che<a href="http://nievo20.altervista.org/?p=26" class="searchmore">Read the Rest...</a><div class="clr"></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ATTIVITA’ SVOLTA CON BRANO “LA MOLDAVA”</strong></p>
<ul>
<li>E’ stato proposto il brano”La Moldava”utilizzando internet: la musica era abbinata a immagini  che sono state proiettate sulla LIM che hanno permesso agli alunni di comprendere in modo immediato quanto il brano musicale stava descrivendo del fiume.</li>
<li>Individuate le diverse parti (le sorgenti,la melodia del fiume,la scena di caccia,le nozze dei contadini, il chiaro di luna sul fiume,le rapide,il fiume entra trionfante a Praga) si è riproposto l’ascolto,questa volta facendo scorrere sulla LIM le immagini dell’orchrstra che suona il brano: gli alunni hanno dovuto riconoscere cosa il brano stava descrivendo e, nel contempo, hanno cominciato a familiarizzare con alcuni strumenti.</li>
<li>Sono quindi state analizzate alcune caratteristiche sonore del brano(La relazione dell’alunna Ilaria, espone”Abbiamo notato che nella parte delle sorgenti il timbro era chiaro e leggero e che si partiva da un suono pianissimo ad uno sempre più forte verso la seconda parte,cioè quella della melodia del fiume, &#8230;nella scena delle rapide il suono si fa più rumoroso etc.).</li>
<li>Abbiamo quindi cercate,attraverso internet, immagini che potessero rappresentare le diverse scene della musica</li>
<li>Alla fine è stata creata al computer una presentazione multimediale (power point), unendo musiche ed immagini</li>
<li>Gli alunni hanno così riascoltato il brano attraverso la proiezione del loro elaborato, con elevate probabilità di interiorizzazione delle conoscenze proposte.</li>
</ul>
<p><strong>Attività su “Il canto dell’acqua”di Agnese Ginocchio</strong></p>
<ul>
<li>Proposta della canzone su esposta</li>
<li>Apprendimento del canto con riproduzione vocale</li>
<li>Esame del contenuto e dei messaggi espressi</li>
<li>Ricerca di immagini che possano rappresentarli(gli alunni le hanno cercate individualmente,salvate su chiavetta;sono poi state proiettate sulla LIM con scelta,a maggioranza ,da parte dei ragazzi)</li>
<li>Creazione di una rappresentazione multimediale (power point) con immagini e canto</li>
</ul>
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		<title>Microinput</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 13:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il progetto]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi mesi di esperienze fatte in questa sperimentazione di classe 2.0 qualche ideuzza mi è venuta in mente. Ho<a href="http://nievo20.altervista.org/?p=24" class="searchmore">Read the Rest...</a><div class="clr"></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi mesi di esperienze fatte in questa  sperimentazione di classe 2.0 qualche ideuzza mi è venuta in mente.<br />
Ho detto 2.0 dovrei dire più realisticamente parlare di  1.0 a dir la verità visto che ci siamo dotati di <strong>LIM</strong> per questa prima fase  mentre altre scelte tecnologiche, quelle che ci permetteranno di evolverci,  almeno chi si vorrà cimentare, verso una tipologica didattica meno ancorata alla  tradizionale, sono in arrivo.<br />
E’ vero che è collegata in internet e quindi permette  input veloci per il reperimento di notizie e/o immagini che consendono maggiori  legami sinergici con la classica lezione frontale espandendola, rendendo visuali  concetti prima astratti per forza se mancavano di riferimento iconografico nel  libro di testo.<br />
Per capirci un esempio velocissimo. In geografia si  parlava della diversa produzione agricola nelle varie zone europee legata alle  diverse fasce climatiche, si parlava della birra quale bevanda tipica dei paesi  nordici mentre in quelli mediterranei è sviluppata quella vinicola. Definendo la  composizione della birra è venuto fuori il luppolo, per placare la legittima  curiosità da parte dei ragazzi di capire che tipo di pianta fosse è bastato fare  una rapida ricerca fra le immagini di google per visualizzarlo e concretizzare  una nozione prima meramente teorica e sviluppare quindi questa  tematica.<br />
A dir la verità l’uso dei computer, da parte mia, è stato  costante nel senso che una volta la settimana ho portato i ragazzi in aula  computer all’inizio scontrandomi con l’eterogeneità nella conoscenza d’uso di  questo strumento, da chi “pensava” di saperlo usare bene a chi non sapeva  accenderlo. Ecco perché ho pensato ad utilizzare programmi semplici, dalle poche  funzioni che però risultassero facili nell’uso … come DIA, un programma per la  costruzione di mappe concettuali. Certo, poco flessibile ma utilissimo per  abituare i ragazzi ad un uso meditato e didatticamente mediato dello strumento.  Devo dire che il libro di storia si presta bene all’estrapolazione di parole  chiave dal momento che è semplice nella sua costruzione strutturale: paragrafi  di due pagine, nella prima delle due l’argomento sinteticamente esposto, nella  seconda espanso nei suoi concetti primari.</p>
<p>Proiettando i ragazzi nell’universo dei social network  ecco la scelta di Anobii, una community legata alla lettura, tesa alla creazione  di una propria biblioteca (in questo caso biblioteca delle letture di classe con  recensioni e scambi di opinioni. Ciò permette di scansare le insidie di  community come <strong>Facebook </strong>decisamente volte a ragazzi più grandi (del resto  occorre avere almeno 14 anni per iscriversi, parametro spesso bypassato ahimè  questo) ma di utilizzare uno strumento del web 2.0 rivolto alla socializzazione,  in questo caso della lettura.<br />
Ed è qui che scatta un altro modo di fornire  informazioni, si tratta di mini input visto che si tratta di far acquisire ai  ragazzi le competenze tecniche nell’utilizzo di un mezzo (software o media che  sia).<br />
Rapida visione della funzione ed applicazione, verrà dopo  la mediazione-meditazione didattica.<br />
Faccio l’esempio di <strong>Anobii</strong>. È elementare nella sua  utilizzazione. Panoramica d’insieme della sua struttura, visione delle sue  modalità d’utilizzo: ricerca e inserimento libro in biblioteca, diverse modalità  di visione della stessa, inserimento di una recensione ecc. Subito si mettono in  situazione i ragazzi e qui si denota chi è autonomo da chi non lo è ed ha  bisogno di ulteriori aiuti. Il livello 0 è l’inserimento di un testo in  biblioteca, l’1 una piccola recensione, 2 una recensione strutturata che non si  limita al solito mi piace – ve lo consiglio.<br />
Sono microinput, è la fruizione meditata che sviluppa un  maggiore impegno: Visione con la LIM di una recensione, discussione su di  essa,  consigli su come migliorarla.<br />
<strong>Francesco Foti</strong></p>
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		<title>Viaggio d&#8217;istruzione a Montagnana</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 21:24:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita in classe]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 22 aprile 2010 siamo andati in gita a Montagnana in provincia di Padova per vedere la cittadina e le<a href="http://nievo20.altervista.org/?p=19" class="searchmore">Read the Rest...</a><div class="clr"></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 22 aprile 2010 siamo andati in gita a Montagnana in provincia di Padova per vedere la cittadina e le mura medievali e a Este per visitare la città.<br />
Abbiamo scoperto che: le mura sono state costruite tra il 1338 ed il 1362 e sono state volute dai signori Carraresi che controllavano quella zona e avevano come stemma un carro.<br />
I  Carraresi avevano costruito il castello vicino al confine con la proprietà dei signori di Vicenza perché era al centro di un’importante via commerciale, poi Ezzelino III, per conto dell’imperatore, conquista Padova e fa costruire al castello di Montagnana Porta Padova vicino al mastio.<br />
Le mura sono lunghe 1,24 miglia ed il perimetro è a forma pentagonale.  Sono state ricostruite nel corso dei secoli, infatti si può notare che ci sono degli strati in mattoni e alcuni in trachite (una pietra vulcanica).<br />
Ci sono anche altri segni: alcune finestre sono state sbarrate ed altre costruite, la parte orientale è la più vecchia. Su tutto il percorso si trovano 24 torri a forma pentagonale e aperte all’interno per contenere i viveri in caso di assedio. I piani di queste torri avevano il pavimento obliquo in modo che le armi lanciate dai nemici scivolassero giù. Solo l’ultimo piano era orizzontale perché i soldati dovevano appoggiare le catapulte e c’era una relazione fisica tra l’altezza della torre e la distanza che doveva percorrere l’arma che partiva dal castello.<br />
Per entrare nella cittadina i passanti dovevano oltrepassare un fossato largo 4 m con il ponte levatoio, delle saracinesche, dei portoni, ma la caratteristica di questo castello era che, oltressati tutti gli ostacoli, c’era un altro fossato da attraversare.<br />
Vicino a Porta Padova c’è Castel S. Zeno che prima aveva quattro torri rettangolari, ma ora ne sono rimaste solo due. Adesso, inoltre, è stato adibito come museo; lì sono contenute molte ceramiche decorate con motivi tipici della zona. Oltre a questo castello ce n&#8217;è un altro dal lato opposto della città e questi sono collegati da un’ampia, lunga e tortuosa strada così che se fosse stata presa Porta Padova i cavalieri nemici avrebbero impiegato più tempo ad arrivare al Castello dei Fiori.<br />
Il mastio è la torre più alta e resistente della città ed era alta 40 metri, a forma rettangolare e con la base molto più ampia del resto della torre. C’erano molte feritoie da cui gli arcieri e i balestrieri potevano tirare senza essere colpiti. Alcuni buchi sulle pareti delle torri potrebbero essere scambiati per delle feritoie, ma in realtà sono i segni delle impalcature di legno usate nel medioevo per costruire le mura.<br />
Anche nei merli i signori Carraresi volevano dimostrare la loro fede al papa attraverso i merli guelfi, infatti i signori di Vicenza che erano opposti al papa e parteggiavano per l’imperatore costruivano i merli ghibellini (a coda di rondine o corona).<br />
Nel corso degli anni questo castello è stato poi dominato dagli austriaci e usato come magazzino per il baco da seta. Negli anni a venire i veneziani hanno prosciugato l’acqua dei fossati, costruito la piazza principale e il Duomo di S. Giustina che venne eretto da tre architetti. Venne costruito con i capitelli doppi in seguito ad una variante. Ora possiamo vedere pochi affreschi dentro alla chiesa perché, in seguito ad un’epidemia, lì furono fatti rifugiare  gli appestati e per sterilizzare l&#8217;ambiente le pareti erano state ricoperte da intonaco bianco.<br />
Adesso possiamo vedere così intatte le mura di questa città grazie agli abitanti del 1700 che hanno costruito delle case a ridosso delle mura così che non possono distruggerle perché ci sono ancora persone che ci vivono.<br />
Poi dopo aver finito la visita guidata siamo andati ai giardini di Este per mangiare e non abbiamo visitato il duomo perché era occupato per un funerale. PECCATO!<br />
Questa gita ci è piaciuta molto e ci è sembrata molto interessante.<br />
Sara Sartena e Marta Barattin    ﻿</p>
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		<title>L&#8217;affresco della nostra scuola</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 22:10:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Per conoscerci meglio è giusto dire qualcosa sulla nostra scuola. E&#8217; dedicata alla figura di Ippolito Nievo. Nato nel 1831<a href="http://nievo20.altervista.org/?p=15" class="searchmore">Read the Rest...</a><div class="clr"></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://nievo20.altervista.org/wp-content/uploads/2010/05/affresco.jpg"><img class="size-medium wp-image-14" title="affresco" src="http://nievo20.altervista.org/wp-content/uploads/2010/05/affresco-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;affresco che abbellisce la nostra scuola dedicato a Ippolito Nievo e alla madre</p></div>
<p>Per conoscerci meglio è giusto dire qualcosa sulla nostra scuola. E&#8217; dedicata alla figura di Ippolito Nievo.<br />
Nato nel 1831 a Padova, Ippolito Nievo  fu  								uno scrittore e poeta. Partecipò come volontario  								garibaldino alla spedizione dei Mille. Morì nel  								1861, nel naufragio del battello “Ercole”, in  								viaggio da Palermo a Napoli. Il suo capolavoro è  								il romanzo, in parte autobiografico, “Le  								confessioni di un italiano”, pubblicato solo nel  								1867, col titolo improprio di “Confessioni di un  								ottuagenario”.<br />
Qualche annetto fa, in occasione del pensionamento del prof. di artistica Munaro alcune terze, sotto la sua supervisione hanno realizzato un grande affresco dedicato allo scrittore e a sua madre che campeggia da una delle pareti della scuola.<br />
Vi sono illustrate le fasi salienti della vita dello scrittore e vi sono utilizzate a tal scopo le più svariate tecniche pittoriche, da quella classica all&#8217;impressionismo, dal cubismo al futurismo ed il tutto si compone in un&#8217;unità stilistica, in un equilibrio di colore ed immagine.<br />
L&#8217;intento dell&#8217;affresco era quello di celebrare adeguatamente l&#8217;artista a cui la scuola è dedicata. Come si è arrivati a scegliere proprio Ippolito Nievo è spiegato nel nostro sito e noi qui riportiamo i passaggi più importanti:<br />
&#8220;Il 								<strong>31 agosto 1964</strong> il collegio dei  								professori si riunì in seduta straordinaria per  								determinare la personalità a cui intestare la  								scuola media statale. Tale scuola era il  								risultato della fusione dell’Istituto di  								avviamento professionale di tipo industriale &#8220;<strong>G.  								Dal Pan</strong>&#8221; e di quello di tipo  								commerciale “<strong>T. Catullo</strong>”.  								Poiché l’attuale scuola media superiore  								commerciale era già intestata a Tommaso Catullo,  								non rimaneva altro che mantenere il nome “Dal  								Pan”, ma fu ben presto escluso, in quanto questo  								era un caduto volontario nelle file franchiste  								durante la guerra di Spagna e pertanto era stato  								ritenuto inadatto a rappresentare gli ideali su  								cui poggia l’attuale Costituzione della  								Repubblica Italiana. Dopo una lunga discussione  								i docenti arrivarono alla conclusione che lo  								scrittore e patriota veneto Ippolito Nievo fosse  								la persona più adatta. Le pratiche burocratiche  								per l’intestazione della scuola furono avviate  								agli inizi del 1966 (26 febbraio) in occasione  								dell’inaugurazione della nuova sede. Infine, il 								<strong>22 novembre 1971</strong> il Ministero  								della Pubblica Istruzione comunicò che  								l’istituto in questione era effettivamente  								intitolato al nome di Ippolito Nievo. Per quanto  								riguarda le sedi della nostra scuola c’è da dire  								che sono cambiate più di una volta e spesso gli  								stabili non erano dei più adeguati: fino agli  								anni ’70 essa era sparsa in varie strutture, tra  								questa ricordiamo l’Auditorium, negli anni ’60,  								l’ex G.I.L., una struttura con annesso cinema,  								che era situata nella zona dove ora sorge il  								Palazzo di Giustizia. Dal 1971 in poi la sede  								centrale venne posta in via San Lorenzo: verso  								la fine degli anni ‘70 venne istituita la  								succursale di via Mur di Cadola, che divenne  								successivamente sezione staccata e che solo nel  								1995 divenne sede principale, con una sezione  								staccata a Castion&#8221;.</p>
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		<title>Arrivano i genitori</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 08:27:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita in classe]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato scorso, era il 17 aprile, sono venuti i genitori di quasi tutti gli alunni per un incontro che era<a href="http://nievo20.altervista.org/?p=1" class="searchmore">Read the Rest...</a><div class="clr"></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso, era il 17 aprile, sono venuti i genitori di quasi tutti  gli alunni per un incontro che era stato proposto dai loro  rappresentanti nell’ultimo consiglio di classe. Erano infatti desiderosi  di vedere il primo tassello di quel percorso che ci porterà a divenire  classe 2.0 a tutti gli effetti: <strong>la LIM</strong>.<br />
La nuova ospite infatti è  stata montata da una quarantina di giorni, per questo siamo emigrati  dall’aula provvisoria che ci aveva ospitati sin dal primo giorno di  scuola a quella adiacente, che ci  terrà compagnia per i  tre anni che durerà la nostra avventura.<br />
Le rappresentanti dei  genitori erano curiose, e con loro molti altri genitori, di sapere come  fosse questo nuovo strumento e a quale utilizzo didattico si prestasse,  in che modo i loro pargoli lo utilizzassero.<br />
Noi siamo stati ben  contenti di accontentarle e la vittima designata per organizzare la  dimostrazione è stata il sottoscritto.<br />
Questa è stata anche una buona  occasione per fare un po’ il punto di ciò che abbiamo fatto in questo  scorcio di anno e come le nuove tecnologie siano lentamente entrate a  permeare il tessuto didattico delle nostre discipline.<br />
Un po’ di  preparazione all’incontro, minima, i tempi sono quelli che sono.  Distribuzione degli incarichi ai ragazzi e tanta sana improvvisazione.<br />
Alle  11.05, al termine della ricreazione, eccoci salire le scale  accompagnati dai genitori: erano venuti quasi tutti.<br />
Faccio gli onori  di casa. Spostiamo i banchi disponendoli paralleli alle pareti in modo  tale da lasciare libero il centro dell’aula per porvi le sedie, platea  per  il nostro pubblico ed eccomi nella parte del  presentatore per dare unità e ritmo, aiutare e sostenere gli interventi  dei nostri speaker.<br />
Il primo a iniziare è Mattia che illustra il  funzionamento generale della lavagna elettronico. Da vero tecnico  snocciola le funzioni generali di essa, apre il notebook, il programma a  corredo di essa, e riempie gli spazi bianchi di linee multicolori e  forme. Cancella e riempie di nuovo. Lascia poi il palco a Sara L. e  Daniel che mostrano come si facciano ad inserire le immagini all’interno  di essa e mostrano alcune animazioni didattiche in flash: riconoscere  gli stati che compongono l’Inghilterra e l’uso dell’abaco calcolatore.  Dimostrazione questa riuscita parzialmente perché entrambi volevano  spostare le palle dell’abaco annullandosi a vicenda. Con la tipica  tendenza al macabro che contraddistingue i ragazzi alcuni mi avevano  proposto di far vedere ai loro genitori la dissezione di una rana ma io  mi sono opposto, tipica reazione di disgusto e stomaco debole  dell’adulto da mezza età.<br />
Con Ilaria siamo arrivati all’uso del  compasso e della creazione di cerchi che neanche Giotto avrebbe potuto  fare  così perfetti.<br />
Terminata l’illustrazione delle  funzioni principali della lavagna elettronica ci siamo addentrati nelle  varie esperienze disciplinari. Lucia si è cimentata nell’illustrazione  di alcuni teoremi matematici che emergevano da alcuni file debitamente  riempiti dalla prof. Trivellato. Ah… com’è passato il tempo dello  scientifico. Per me quei simboli erano arabeschi incomprensibili. Quando  Andrea a volte inciampava non è che potessi aiutarlo più di tanto meno  male che intervenivano Christian e Ilaria nella spiegazione. Mi fidavo  della loro parola.<br />
Più facile per me interpretare le “pagine” create  in tecnica per illustrare il lavoro che i ragazzi stanno facendo  sull’acqua. E’ il primo tassello di un lavoro interdisciplinare sul  quale interverranno man mano i vari colleghi secondo la loro specificità  disciplinare. Ed è il concetto di interdisciplinarietà che ho  illustrato agli astanti mentre Lucia spiccava balzi da giocatrice di  pallacanestro per chiudere i vari file. La lavagna è posta abbastanza in  alto per loro primini ancora bassotti … ecco che alcuni di loro  spiccano balzi atletici per aprire e chiudere programmi e singoli file.  Del resto nei prossimi anni cresceranno ritrovandosi all’altezza giusta,  mentre io ho smesso di crescere da più di trenta’anni e sono fissato  sul mio metro e sessantasette e quindi per me le proporzioni della  lavagna saranno sempre le stesse mentre a loro, da immensa, sembrerà via  via rimpicciolire.<br />
Alessia ed Elisa spiegano il programma per  disegnare, Tux, pieno di effetti sonori e totalmente free. Younes si dà  all’inglese con alcune delle lezioni memorizzate. Con Gianluca e Marta  B. gioco in casa, infatti spiegano Dea, il programma per costruire mappe  concettuali che Abbiamo usato in storia all’inizio dell’anno scolastico  per fissare i nuclei concettuali dei vari argomenti studiati.<br />
Gianluca  mostra alcune delle sue mappe mentre Marta illustra poi le funzionalità  del programma. E in casa sono ancora quando Tommaso e Andrea.  illustrano il Nievowiki in cui abbiamo illustrato l’articolo 12 della  nostra Costituzione.<br />
Ho implementato nel sito della scuola Mediawiki,  lo stesso script usato per creare la celeberrima Wikipedia, ho  insegnato ai ragazzi come usarlo ed abbiamo proceduto prima ad una prima  ricerca in internet, utilizzando Google, sull’articolo. Ho chiaramente  spiegato loro come si fa a cercare informazioni districandosi dalle  tonnellate e tonnellate di risultati e come non si debba fare il copia  incolla ma piuttosto il rielaborare e far propri i concetti trovati.  Come non si debba consultare wikipedia e basta ma allargare la ricerca  ad altre fonti.<br />
Siamo ancora ai primi passi. Per esemplificare questi  concetti ad inizio anno scolastico li ho fatti lavorare sui terremoti  più forti dell’ultimo secolo in Europa e trovare le informazioni  (pensavo che per loro sarebbe stato facile) è stato invece difficoltoso  assai. Sommersi dalle informazioni erano e non usavano la lettura veloce  per individuare i concetti utili sull’occhiello dei risultati reperiti  con google interallaciandoli per generare nuove ricerche.<br />
Con calma e  a poco a poco abbiamo intrapreso lo studio dell’articolo 12 che  concetto per concetto, ci ha portati al lavoro che verrà letto in  palestra Lunedì 26 per la giornata delle istituzioni: ogni prima della  scuola ha adottato un articolo della Costituzione.<br />
In coppie di due,  ciascuna a lavorato su un concetto. I risultati li si può vedere nel  sito della scuola al seguente link: <a href="http://www.scuolamedianievo.it/public/mediawiki/">http://www.scuolamedianievo.it/public/mediawiki/</a><br />
Andrea.  spiegava il cammino fatto, mentre Tommaso cliccava sui singoli concetti  esposti in quel momento dal compagno sulla Lim.<br />
Christian e Ardit  hanno illustrato la nostra biblioteca virtuale su Anobii (a Christian,  Sara S. e Ardit è piaciuta tanto che si sono iscritti personalmente alla  comunità) e hanno letto alcune recensioni dei compagni. Ho fatto poi  venire Alessia a leggere le sue … ne ha scritte parecchie, come Lucia.<br />
Spiegatene  caratteristiche e funzioni, sono rientrati nei ranghi e sono tornate  Sara Z e Marta O. a raccontare come abbiamo creato l’avatar che in un  primo tempo ci ha rappresentato nella comunità. Da qualche giorno  Christian lo ha sostituito con una più canonica immagine della scuola.<br />
Ecco,  passata era un’ora ed i genitori, visibilmente soddisfatti, ci hanno  lasciato. Noi abbiamo continuato le nostre attività in aula informatica  per trovare altre informazioni per arricchire la nostra ricerca sulla  bandiera italiana e recensioni per la nostra biblioteca.<br />
Ma adesso  lascio la parola al racconto dei miei alunni, per vedere come loro hanno  vissuto la giornata.</p>
<p><strong>Ilaria:</strong><br />
Noi alunni della 1D siamo una classe 2.0, cioè  una classe sperimentale e per questo utilizziamo i computer come quaderni e lalavagna multimediale al posto di quella tradizionale con il gesso.<br />
All&#8217;inizio dell&#8217; anno ero  elettrizzatisima e non vedevo l&#8217;ora di avere un computer tutto mio da usare a scuola e una lavagna super tecnologica per  la classe. Purtroppo il materiale ha tardato un po&#8217; ad arrivare ma finalmente ora la LIM é appesa al muro della mia aula e credo che i ragazzi delle altre sezioni siano invidiosi di me e dei miei compagni di classe.<br />
La nuova lavagna ha il touchscreen e si può collegare a internet, quindi è utile se si vuole fare una ricerca, trovare delle foto, dei video etc&#8230;<br />
Tuttavia non si va ancora bene a scrivere ma appena faremo un po&#8217; di pratica (sia noi alunni che i professori) scriveremo sicuramente meglio.<br />
I rappresentanti di classe hanno giustamente deciso di invitare gli altri genitori a scuola per farli assistere a una lezione sul funzionamento della lavagna il giorno 17 aprile 2010.<br />
Io e i miei compagni di classe abbiamo spiegato, rispettivamente, Mattia le icone, io l&#8217;uso del compasso, Alessia e Elisa tux paint, Sara i lavori di tecnica etc&#8230;<br />
Devo ammettere che ero un po&#8217; agitata, avevo paura che il compasso non funzionasse. Ma dopo mi sono divertita e anche mio papà, che aveva assistito con gli altri genitori; lui è rimasto affascinato dalle molteplici funzioni della lim. É stata una bella esperienza!!!</p>
<p><strong>Marta B.:</strong><br />
Tutto è iniziato due settimane fa.<br />
Era sabato.<br />
Quel giorno il prof. Foti aveva detto che,il sabato successivo,  i nostri genitori (se volevano) potevano assistere alla lezione delle 11.  Sarebbe stata una lezione particolare, in cui i genitori avrebbero potuto vedere in azione  la lavagna multimediale (la famosa LIM che con i computer acquistati dalla scuola dovrebbe costituire la famosa classe sperimentale).<br />
Tutti avevamo un compito: alcuni dovevano spiegare come funzionava la lavagna, certi dovevano spiegare gli argomenti spiegati dai prof.,  altri ancora dovevano spiegare come facevamo le nostre ricerche  su internet. Io dovevo spiegare con Gianluca come creavamo  gli schemi di storia con cui il prof. ci interrogava.<br />
La settimana  è passata in fretta ed è arrivato fin troppo presto il giorno “dei genitori”!!!<br />
Ero terribilmente in ansia. Già quando è giunta la ricreazione sono riuscita a scorgere alcuni genitori. Ho preso da bere alle macchinette per alleviare la tensione ma non è servito a nulla. La campanella della fine della ricreazione alla fine è suonata.<br />
Come sempre il prof. Foti è arrivato per primo. Salendo le scale  ho visto i miei genitori e al nostro seguito  i genitori di tutti i miei compagni.   Quando siamo entrati  in classe il prof. ci ha ordinato di spostare i banchi e le sedie per far vedere meglio la lavagna ai genitori. Eravamo tutti in ansia.</p>
<p>Dopo il “prologo” sulla lavagna del prof. Foti, noi iniziammo a presentarci e a spiegare le funzioni della LIM. Il primo a partire è stato Mattia che ha spiegato il programma Smart Notebook, poi c&#8217;è stati il turno di Ilaria che ha mostrato l&#8217;uso del compasso, poi sono arrivati a Sara L. e a Daniel e così via.<br />
Tutti se la sono cavata egregiamente.<br />
Alla fine è arrivato il turno di me e Gianluca.<br />
Non avevamo neanche fatto le prove, l’ora prima. Ero terribilmente imbarazzata.  Ho sbagliato una cosa e sono diventata rossa!!!!<br />
I miai genitori alla fine se ne sono andati  e quandosono tornata a casa mi hanno detto che eravamo stati bravi e che la lavagna era bella, utile ma forse un po’ troppo alta per noi. Forse dovevamo usare uno sgabello!!!</p>
<p><strong>Younes:<br />
</strong>Per me è stato fantastico stare in classe insieme ai miei e ai genitori degli altri che si trovavano in fondo alla classe e che, dopo ogni  “esibizione” ci applaudivano. Il prof  ci introduceva spiegando quello che avevamo fatto.<br />
Quando è arrivato il mio turno ero tutto rosso,emozionato e sudato perché non avevo mai spiegato davanti a così tante persone.<br />
Io ho fatto vedere i lavori d&#8217;inglese che abbiamo conservato tutti nella nostra chiavetta</p>
<p><strong>Gianluca:</strong><br />
Sabato scorso sono venuti i nostri genitori;  l&#8217;ora prima che arrivassero abbiamo fatto le prove su quel che dovevamo dire. Ahimè, sono andate malissimo, a mio avviso nessuno spiegava bene e certi compagni facevano un po&#8217; di confusione. Ho pensato che se avessimo spiegato le cose così male avremmo fatto una solenne cattiva figura davanti a tutti.<br />
Alla fine è arrivata l&#8217;ora fatidica. Tutti noi avevamo i nostri incarichi. Alcuni hanno spiegato i lavori di geometria con la LIM, altri quelli di tecnica, di inglese, altri ancora le funzioni della lavagna elettronica.<br />
Io e Marta dovevamo spiegare le mappe concettuali di storia realizzate al computer. A me tremavano le gambe dalla paura al pensiero di fare scena muta una volta arrivato davanti alla lavagna. Se non avessi saputo cosa dire &#8230; che fuguraccia avrei fatto. Alla fine la lezione è andata bene, io ho saputo esporre bene e così anche i miei compagni <img src='http://nievo20.altervista.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Un sospiro di sollievo ha concluso il mio intervento.Quando sono ritornato a casa mia mamma mi ha detto che è stata una lezione interessante.<strong> </strong></p>
<p><strong>Lucia:</strong><br />
Alla quarta ora di sabato 17 sono arrivati i nostri genitori per seguire una lezione con noi sulla nuova lavagna interattiva. Il professore ci ha divisi o per coppia o da soli per spiegare l’ argomento affidatoci e tutti ci siamo impegnati per fare bella figura davanti ai nostri genitori.  A me è stato affidato il compito  di spiegare alcuni concetti di matematica, ma non sapevo proprio come esprimermi!!! Per fortuna è intervenuta Ilaria, una mia compagna di classe, che mi ha aiutata, altrimenti avrei fatto una brutta figura davanti a tutti i genitori! Tutti noi ci siamo impegnati, ma abbiamo tutti combinato qualche errore, mettendoci a ridere. Eravamo tutti emozionati, per questo a volte abbiamo combinato pasticci assurdi. Comunque mi è piaciuto molto spiegare come si usa la lavagna lim, anche perché era un’opportunità per spiegare ai nostri genitori che sappiamo usare il computer.</p>
<p><strong>Elisa:</strong><br />
Il  mio turno e quello di Alessia è arrivato circa a metà lezione.  Noi dovevamo spiegare “Tux paint”,  un programma che serve a disegnare. Eravamo entrambe molto emozionate e preoccupate perché  avevamo paura di sbagliare. Poi, sinceramente, non abbiamo commesso errori a differenza  di qualche nostro compagno che ne ha fatti anche se, fortunatamente, sono passati inosservati ai genitori.  Spero, che il prossimo anno, terremo  un’altra lezione ai nostri genitori per illustrare i progressi fatti. E&#8217; divertente fare gli insegnanti.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><strong>Sara S.:</strong><br />
Alcuni genitori della nostra classe avevano voglia di vedere come funzionava la LIM, così sabato li abbiamo invitati nella nostra aula. Per illustrare la lavagna il Prof. Foti ha assegnato un argomento da spiegare ad ognuno di noi, io avevo quello di illustrare il lavoro di tecnologia. Purtroppo non avevamo mai avuto l&#8217;opportunità di provare, ma la nostra salvezza è stata quando la bidella è venuta a informarci che l&#8217;ora prima che arrivassero i genitori c&#8217;era una supplenza: avevamo la possibilità di provare.<br />
Quando sono arrivati i genitori non eravamo preoccupati, ma curiosi di quello che sarebbe saltato fuori. Hanno cominciato i primi e a ogni minimo sbaglio ridavamo come dei matti, eravamo emozionati e ore forse anche un po&#8217; preoccupati.<br />
Sfortunatamente quando è arrivato il mio turno non riuscivo più a trovare un buco dove passare, poi però i miei compagni mi hanno vista e sono riuscita a oltrepassare quella muraglia umana. Sono arrivata alla lavagna e subito ho fatto la mia figura, non riuscivo a chiudere un file aperto perché era troppo in alto e io non ci arrivavo. Poi, quando ho cominciato a illustrare il lavoro, non mi sono più preoccupata degli altri, ho tirato un sospiro di sollievo solo quando mi hanno applaudita perché ho pensato che ora potevo ritornare al posto. Infine dopo di me hanno spiegato altri tre o quattro miei compagni, i genitori sono andati a casa e noi ci siamo presi in giro a vicenda. E&#8217; stata una bella esperienza e anche se non volevo ammetterlo un po&#8217; di paura  l&#8217;ho avuta.</p>
<p><strong>Marta O.:</strong><br />
Quando il prof Foti ci ha chiamate alla LIM,  io con il cuore che batteva a cento e  l&#8217;emozione, forte, sono andata alla lavagna e con la mia compagna ho spiegato un po&#8217; il mondo di Internet, di come riuscivamo facilmente a collegarci ed ho mostrato il sito della scuola mostrandone anche  qualche immagine.<br />
Appena finito di spiegare i genitori  ci hanno applaudito e io sono corsa sulla sedia.<br />
Il prof ha detto poi a me e a Sara  che se restava tempo avremmo potuto mostrare un programma on line che poteva essere usato per creare un tuo personaggio.<br />
Tutto sommato non è andata poi così male per due ragioni: La prima è che non ho parlato molto se no mi sarei inceppata e la seconda è che  mi sono divertita molto. In fin dei conti quel sabato è stata una bella giornata.</p>
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